Mostra Digitale - Palma il Vecchio

Nell'ambito della mostra “Palma il Vecchio, lo sguardo della bellezza” 13 marzo – 12 luglio 2015 - Bergamo, GAMeC (http://palmailvecchio.it/) -grande retrospettiva dedicata a Jacopo Negretti detto Palma il Vecchio (Serina, Bergamo 1480 circa – Venezia 1528-, l'Archivio di Stato presenta la mostra di documenti relativi all'attività e alla famiglia del Palma rinvenuti negli atti notarili.

Progetto: Mauro Livraga

Ricerca archivistica: Gianmario Petrò e Maria Pacella

Referenze fotografiche: Carmelo Ventre

Referenze informatiche: Carmelo Ventre

Bibliografia: Giovanni C.F Villa, a cura di, Palma il Vecchio. Lo sguardo della bellezza, Milano, Schira, 2015

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Contratto

12 febbraio 1520, Serina

I sindaci e gli anziani della chiesa di S. Maria, parrocchiale di Serina, si accordano con Pietro Maffeis di Zogno, indoratore, che già aveva lavorato per la cornice del polittico di Francesco Santacroce, perché entro la prossima festa di S. Pietro, proceda alla rifinitura con oro e azzurro della cornice dell’ancona del Corpo di Cristo.

Nel contratto non si nomina il pittore autore dell’opera cui è destinata la cornice, ma è indubbio che sia il Palma.

Come frequentemente avveniva, simili contratti venivano formalizzati quando quadro e cornice erano pressoché ultimati.

All’importante scuola del Corpo di Cristo della chiesa parrocchiale aderivano molti abitanti del paese che lavoravano a Venezia e che annualmente raccoglievano denaro destinati alla Scuola. Nell’archivio notarile si conservano diverse procure per il trasferimento del denaro delle offerte da Venezia a Serina.

Il Maffeis veniva saldato per il lavoro fatto in data 9 giugno 1522.

(ASBg. Archivio Notarile, Notaio Bonadeo Valle, filza 905, vol. 1520-1521)

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Divisione di eredità

13 giugno 1524, Serina

Si procede alla divisione dell’eredità di Antonio fu Bartolomeo Nigretto de Lavalle. Giacomo pittore e Antonia, vedova di Bartolomeo, Francesco e Comino fu Giovanni detto Moro Nigretto de Lavalle procedono alla divisione dei beni dell’eredità di Antonio o Tonolo Nigretto padre di Giacomo e Bartolomeo.

I beni sono quelli che Antonio aveva acquistato tra il 1485 e il 1492, e solo quelli, di cui l’Archivio di Stato conserva gli atti originali.

Come frequentemente avveniva e come si riesce a documentare, l’atto è la formalizzazione di accordi che erano stati presi da qualche tempo, perché la minuta del documento è datata 30 maggio, corretta poi in 13 giugno, il resto invariato.

(ASBg. Archivio Notarile, Notaio Bonadeo Valle, filza 905, vol. 1524-1528) 

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Quietanza di credito

13 giugno 1524, Serina

Giacomo pittore, col consenso della cognata Antonia, rilascia quietanza per il pagamento di un credito del fratello Bartolomeo per una mucca venduta due anni prima. Nel documento il notaio dichiara che Giacomo è di Serina e abitante (a Serina), cosa ovviamente non proprio vera.

Presumiamo che subito dopo Palma sia rientrato a Venezia, forse portando con sé il nipote minore Antonio, futuro padre di Palma il Giovane, che la vedova Antonia, non sua madre, non aveva alcun interesse a tenere con sé.

In questo documento e nei due precedenti il notaio identifica il pittore come Iacobus, Giacomo, mentre a Venezia quando il notaio o il pittore scrivono in volgare il nome è Iacomo, e in nessun caso Iacopo, forma che possiamo dire inesistente nel linguaggio bergamasco di allora.

(ASBg. Archivio Notarile, Notaio Bonadeo Valle, filza 905, vol. 1524-1528)  

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Tutela

30 maggio 1524, Serina,

E’ morto Bartolomeo fu Antonio Nigretto, lasciando eredi i figli minori avuti dalle due mogli di cui abbiamo visto i contratti di dote.

Giacomo pictor fratello del defunto si porta a Serina. Lui e il defunto fratello avevano le proprietà in comune non avendo mai provveduto alla divisione dei beni lasciati in eredità dal padre Antonio. Giacomo vuole procedere alla divisione delle proprietà e per fare questo chiede che la pubblica autorità nomini i tutori che garantiscano in questa occasione gli interessi dei figli minori del defunto fratello.

Il giorno 30 maggio, nella casa dove abita la famiglia di Bartolomeo, ora di proprietà dei figli minori e di Giacomo loro zio, il sostituto del Vicario di Valle procede alla nomina dei tutori dei minori.

I nominati sono Francesco e Comino figli del fu Giovanni detto Moro a sua volta figlio del fu Comino detto Negretto, cugini del fu Antonio Nigretto. Da molti documenti sappiamo che Francesco e Comino erano pastori e mandriani.

(ASBg. Archivio Notarile, Notaio Bonadeo Valle, filza 905, vol. 1521-1524)