Juanita Schiavini

Juanita Schiavini (1987 – 1999)*
 

Fino al 2015 professoressa di Archivistica presso l’Università di Bergamo e direttrice del Centro Studi sul Territorio “Lelio Pagani” di Bergamo, iniziò a dirigere l’Archivio di Stato nell’ottobre del 1987, dopo aver precedentemente prestato servizio all’Archivio di Cremona. Le prime difficoltà che Schiavini dovette affrontare furono una difficile situazione amministrativa e contabile, e lo stato di degrado della sede. I depositi erano saturi, non era possibile dotare altri locali disponibili di scaffalature e l’ immobile era inadatto ai requisiti di sicurezza richiesti dalla legge. Si profilarono dunque due ipotesi: la prima era che la proprietà del complesso, gli Istituti Educativi, si facesse carico della costruzione di un nuovo deposito interrato e della messa a norma dell’Archivio, ma questa soluzione avrebbe comportato tempi non determinabili con certezza e un sensibile aumento del costo della locazione, il cui contratto era in scadenza; l’altra ipotesi era che si intraprendesse la ricerca di una nuova sede: a questa seconda soluzione fu autorizzato il direttore con nota dell’Ufficio Centrale per i Beni Archivistici del 25 agosto 1987.
Mentre prese avvio la ricerca che solo dopo oltre un decennio porterà alla scelta dell'attuale sede, in previsione dei tempi Juanita Schiavini, con piglio dinamico e fattivo, cercò di “risalire la cima del disordine sul piano amministrativo e della scarsa considerazione in cui l’Archivio era tenuto negli ambienti culturali e cittadini”,  mettendo mano ad adeguamenti di impianti e strutture per offrire agli studiosi e al personale un ambiente di lavoro sicuro, funzionale e decoroso.
Ma l’azione di Schiavini si dedicò in particolare alla valorizzazione culturale, promuovendo la conoscenza e la frequentazione dell’Archivio al fine di inserirlo a pieno titolo nel vivace tessuto culturale e sociale della città. A tal fine nel 1988 fu ricavata una nuova sala di studio, più adatta ad ospitare flussi maggiori di utenti, confortevole e luminosa. Si diede vita ad una intensa attività di promozione, ospitando convegni locali ed allestendo mostre nella sala conferenze, intrattenendo rapporti costanti con la stampa e i mezzi di comunicazione locali, cercando di coinvolgere le scuole in frequenti attività didattiche.
Anche sul fronte della conservazione si assunsero importanti iniziative tre le quali: la spolveratura di 25.000 pezzi archivistici; la microfilmatura sistematica per lotti di mappe catastali al fine di salvaguardare gli originali; l’esecuzione di copie fotostatiche a colori di serie di mappe catastali oggetto di frequente consultazione;  la realizzazione di contenitori su misura per la protezione di registri con legature antiche e di mappe catastali; restauri sistematici di mappe e registri di fondi catastali. La saturazione dei depositi e la conseguente impossibilità di ricevere versamenti importanti, non impedì nel 1989 di ricevere in deposito l’archivio della locale Camera di Commercio: l’evento ebbe evidenza pubblica nel 1990 con l’allestimento di una mostra con documenti dell’Ente e con la pubblicazione del relativo catalogo.
Il direttore mise mano anche alla prima vera catalogazione della biblioteca d’Istituto, grazie all’aiuto di due documentaliste bibliotecarie assunte in Archivio.
Il bilancio degli anni ’80 si chiuse con risultati lusinghieri: il direttore ne ascrisse il merito oltre che al raggiungimento di un buono standard di organizzazione e funzionalità dei servizi, al notevole impegno profuso dal personale, al quale riconobbe acquisizione di professionalità e miglioramento della produttività.
Gli inizi degli anni ‘90 furono caratterizzati, oltre che dalla volontà di continuare a svecchiare il livello di arretratezza delle dotazioni dell’Archivio, anche dall’impegno delle risorse umane ed economiche sulle linee programmatiche elaborate dal Comitato di Settore, privilegiando dunque l’inventariazione, i versamenti e la sorveglianza degli archivi statali, il restauro, la microfilmatura, l’esecuzione di  copie di sicurezza, l’attività espositiva.
Ma la relazione del 1998 tradisce l’affanno crescente con il quale l’Istituto riusciva ad erogare i suoi servizi, a fronte della politica di contenimento della spesa in atto, della continua carenza di personale e dello sbandamento vissuto dagli uffici per i mutamenti in atto nella Pubblica Amministrazione.
Inoltre, la direttrice Schiavini nel corso del suo mandato dedicò particolare impegno all’individuazione di una nuova sede: fin dal 1994 infatti aveva preso contatti con gli architetti dell'ufficio del Piano Regolatore Generale prefigurando le necessità dell'Archivio di Stato per il reperimento di una nuova residenza. Una prima ipotesi da parte degli uffici competenti vide nel 1994 la designazione a favore dell'Archivio di Stato della caserma Montelungo, ma il complesso fu però oggetto di motivato interesse anche da parte della locale Accademia della Guardia di Finanza. una nuova ipotesi prese corpo negli anni 1997-1998, tanto da giungere quasi in porto: attraverso il coinvolgimento del Dipartimento del Territorio fu individuato quale possibile sede l'ex convento di Sant' Agata in città alta., favorito dalla posizione centralissima e dal diretto contatto con le maggiori istituzioni culturali cittadine, in primis la Biblioteca “Angelo Mai” e l'Università. La procedura per la destinazione seguì il suo corso fino a giungere alla vigilia della consegna dell'immobile nell'estate del 1999 allorché, a causa della concorrenza del Comune di Bergamo, fortemente interessato a sua volta ad acquisire l'immobile, subì un’inspiegabile battuta d'arresto.
L'epilogo della vicenda ebbe sicuramente un peso nella decisione di Juanita Schiavini, sul finire del 1999, di passare definitivamente all'insegnamento presso l'Università di Bergamo, dove già dal 1994 era docente di Archivistica a contratto.



* La biografia è tratta da L. O. Tamassia, Di sede in sede l'Archivio di Stato si racconta : 1959-2010. Inaugurazione della nuova sede dell’Archivio di Stato di Bergamo, 6 ottobre 2010, Bergamo, Sestante, 2010.