Elenco dei Direttori

Elenco dei Direttori dell’Archivio di Stato di Bergamo*

 
 

  • Giuseppe Coniglio (1959 – 1961) già direttore dal 20 settembre 1956 dell’Archivio di Stato di Mantova, il 26 giugno 1959 diede ufficialmente avvio alle attività dell’Istituto, occupandosi essenzialmente di ispezioni per conto della Soprintendenza Archivistica di Milano e intessendo le prime relazioni con le autorità locali per trovare una vera sede all’Istituto. Dietro sua insistenza, a partire dal 31 marzo 1960, furono concessi due locali ed uno stanzino in via Tasso 84, appartenenti al Consiglio degli Orfanotrofi e già in uso all’Amministrazione Provinciale, in attesa della fine del restauro dell’ex convento del Carmine, individuato come sede iniziale dell’Archivio. Tuttavia, nel luglio del 1960 la competenza in materia di sedi passò nelle mani dello Stato e l’impossibilità del Comune di Bergamo di accollarsi l’onere dei lavori bloccarono il progetto di locazione. Fino al 1960 Coniglio fu l’unico impiegato dell’Istituto e lo diresse fino all’aprile del 1961. Più duraturo fu il suo incarico presso l’Archivio di Mantova, concluso solo nel maggio del 1965, per ricoprire la carica di Soprintendente archivistico di Puglia.

 

  • Carlo Paganini (1961 – 1962) proveniente dall'Archivio di Stato di Milano, ricoprì l’incarico di direttore dell’Archivio di Stato di Bergamo dal 19 maggio 1961 al 9 marzo 1962.In seguito diresse l'Archivio di Stato di Milano dal 1976 al 1987.

 

  • Nicola Raponi (1962 – 1976) assunse l’incarico di direttore dell’Istituto bergamasco il 10 marzo 1962 e vi rimase fino al 31 dicembre 1976. Rispettabile storico e docente di storia moderna all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, presso l’Archivio di Stato di Bergamo si conserva un suo fondo personale, costituito da sette faldoni contenenti appunti, minute e bozze di lavori, dattiloscritti preparatori di sue pubblicazioni, corrispondenza e schede bibliografiche redatte per la Rassegna degli Archivi di Stato. Nel 1976 Raponi, dopo 14 anni di mandato, diede l’addio all’Archivio e passò a ricoprire la cattedra di Storia del Risorgimento all’Università di Parma.

 

  • Gualberto Mari (1977 – 1979) precedentemente in servizio all'Archivio di Stato di Brescia, subentrò a Raponi, che già aveva sostituito in alcune occasioni nel corso dell’anno precedente,  nel febbraio del 1977. In quell’anno il  Tribunale di Bergamo passò all’Archivio cittadino 444 registri di sentenze civili e penali, mentre la proposta inoltrata nel 1975 circa il versamento dei registri di Stato Civile dal 1865 al 1900 per tutti i comuni della Bergamasca restò priva di risposta. Al contrario, si decise di procedere con lo stoccaggio temporaneo, rivelatosi deleterio, del prezioso fondo storico del Tribunale, comprendente importanti documenti di periodo francese, presso l’ex carcere di S. Agata in città alta. Mari cercò soprattutto di dare soluzione ai numerosi problemi emersi all’indomani del restauro dell’immobile che ospitava la sede.

 

  • Gian Giacomo Fissore (aprile 1979 – novembre 1979) ricoprì l’incarico di direttore per soli sette mesi, da aprile a novembre, dopodichè fu trasferito all’Archivio di Stato di Asti e, in seguito, divenne professore di paleografia latina, beni archivistici e librari presso l’Università di Torino. Il 30 maggio di quell’anno, solo pochi giorni dopo l’inizio del suo incarico, Fissore dovette far fronte ad un gravissimo attentato di natura politica: alle ore 18,35 una bomba molotov provocò un violento incendio nella grande sala dell’Archivio al piano terra, normalmente utilizzata per convegni e conferenze, presso la quale la Prefettura di Bergamo, reale obiettivo dell’attentato, era solita da tempo collocare il proprio Ufficio Elettorale. Nell’unica relazione annuale redatta alla fine del suo breve incarico, Gian Giacomo Fissore rilevava significativamente la necessità di adeguare l’organico dell’ufficio non solo in senso quantitativo, gonfiandolo di commessi e custodi, ma in senso qualitativo, a favore di professionalità archivistiche, capaci di fare lavori di ordinamento ed inventariazione, altrimenti appannaggio del solo direttore.

 

  • Mario De Grazia (1979 – 1987) fu funzionario direttivo all’Archivio di Stato di Parma per 4 anni e per dieci anni funzionario direttivo a quello di Milano. Approdato all’Istituto bergamasco nel dicembre del ’79, si occupò di risolvere alcuni degli annosi problemi della sede di via Tasso e, soprattutto, si preoccupò di migliorare i rapporti con l’ente proprietario. Questa politica portò a numerosi interventi manutentivi,  che ebbero una positiva ricaduta sul servizio erogato al pubblico: in particolare fu ricavata una nuova sala di studio, moderna ed attrezzata. La direzione di De Grazia si caratterizzò proprio per il notevole impulso dato alle attività di promozione del servizio al pubblico, sia attraverso il mantenimento del prolungamento orario per due pomeriggi la settimana, sia attraverso un ricco programma di conferenze, manifestazioni e seminari. Tra questi fu significativo un corso di Archivistica pratica, tenutosi dal novembre 1981 al marzo 1982 per archivisti comunali e cultori di storia locale. Medesima finalità promozionale ebbe anche il primo riordino effettuato dei volumi della biblioteca, giunti a circa 2000 unità e conservati fino ad allora nel deposito principale, che furono suddivisi per argomenti e finalmente collocati in un locale appositamente designato. Al direttore De Grazia si devono anche importanti iniziative nell’ambito della conservazione, quali il restauro delle mappe catastali più danneggiate ed il condizionamento sistematico dei fondi napoleonici ed austriaci; il condizionamento integrale del fondo notarile, da lui auspicato, non poté essere realizzato per motivi finanziari e per il notevole incremento dello spazio di archiviazione che ne sarebbe derivato. Nella programmazione per gli anni 1987-1989, redatta nel 1986, nel fare il bilancio del suo operato De Grazia ebbe a segnalare, come i suoi predecessori, il limite rappresentato dalla persistente carenza di personale della carriera direttiva.

 

  • Juanita Schiavini (1987 – 1999) fiono al 2015 docente di Archivistica presso l’Università di Bergamo iniziò a dirigere l’Archivio di Stato nell’ottobre del 1987, dopo aver precedentemente prestato servizio all’Archivio di Stato di Cremona. La direttrice, sul finire del 1999, decise di passare definitivamente all'insegnamento presso l'Università di Bergamo, dove già dal 1994 era docente di Archivistica a contratto.

 

  • Alba Osimo (1999 – 2000) proveniente dall'Archivio di Stato di Milano, il 2 novembre 1999 ottenne a scavalco l’incarico di direttore dell’Archivio di Stato di Bergamo. Fin dalla sua prima relazione scritta, mise in evidenza l’inadeguatezza della vecchia sede e la ricorrente carenza di personale, soprattutto di carriera tecnico scientifica. Ciò rendeva impossibile l’evoluzione sia quantitativa che qualitativa dell’Istituto, consentendo solo il mantenimento degli standard raggiunti nell’offerta dei servizi al pubblico.

 

  • Maria Pacella (2000 – 2004) già Archivista di Stato, assunse l'incarico di direzione dal 2000, appena iniziato il suo mandato presso l’Archivio, la nuova direttrice non tardò a confermare le lacune denunciate dal direttore Osimo e dai suoi predecessori. Questo costrinse ad abbandonare i progetti più innovativi per dedicarsi ad attività già rodate nei decenni precedenti: è il caso dei restauri sistematici per lotti successivi di mappe e registri catastali, della prosecuzione di lavori di digitalizzazione di serie utili per la ricerca genealogica, dell’organizzazione di mostre e visite guidate, dell’attività didattica. Sotto la direzione Pacella, l’Archivio di Stato di Bergamo acquisì una cospicua parte dell’archivio della Pretura di Lovere, gli atti del Cessato Catasto e dell’ex Ufficio del Registro dello stesso comune e gli atti fino al 1902 dell’Archivio Notarile di Bergamo.

 

  • Giovanni Liva (2004 – 2005) proveniente dall’Archivio di Stato di Milano, prese il posto di Pacella, con l'incarico di direttore a scavalco, a partire dal primo maggio 2004.  Immediatamente, dovette far fronte al problema ormai irrimandabile della sede. I Vigili del Fuoco di Bergamo, infatti, in un’accurata relazione del 6 febbraio 2004, avevano dichiarato la struttura e, in particolare, i depositi non idonei alle norme di sicurezza, anche in caso di eventuali migliorie. Inoltre erano arrivati ripetuti avvisi di sfratto, essendo scaduto da tempo il contratto di locazione, da parte degli Istituti Educativi di Bergamo proprietari della sede dell'Archivio. Ci si rivolse, dunque, al mercato immobiliare privato, individuando nel “Centro Progresso – Complesso polifunzionale” di via F.lli Bronzetti (proprietà della Finanziaria Immobiliare Perugino di Arno Ghilardi) un’ottima soluzione alla tanto dibattuta e complessa questione della nuova sede.

 

  • Maurizio Savoja (2005 – 2009) anch’egli proveniente dall’Archivio di Stato di Milano, subentrò alla direzione Liva a scavalco  il 2 maggio 2005. Savoja s’impegnò ad attivare le numerose procedure, lunghe e gravose, per ottenere il nulla osta del Demanio alla stipula del nuovo contratto di locazione. Dal 2009 è Soprintendente archivistico per la Lombardia.

 

  • Luisa Onesta Tamassia (2009 – 2011) ha ricoperto la carica di direttore dell’Archivio di Stato di Bergamo per due anni, dal 2 giugno 2009 al 31 maggio 2011. A lei si deve la conclusione delle procedure attivate dai predecessori Giovanni Liva (2004-2005) e Maurizio Savoja (2005-2009) per il traferimento dell’Archivo di Stato dalla sede di via Tasso a quella attuale di via F. lli Bronzetti. [...]

 

  • Mauro Livraga (2011 – )

 



* Le biografie sono tratte da L. O. Tamassia, Di sede in sede l'Archivio di Stato si racconta : 1959-2010. Inaugurazione della nuova sede dell’Archivio di Stato di Bergamo, 6 ottobre 2010, Bergamo, Sestante, 2010. Per alcuni nominativi sono presenti schede biografiche dettagliate a cura di altri autori. Gli estremi cronologici delle intestaziione alle schede si riferiscono agli anni di direzione. Elaborazione a cura di Anna Maccarone.
Le schede dei Direttori Giovanni Liva e Luisa Onesta Tamassia sono state redatte dagli stessi.